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In età pleistocenica la Conca Peligna era occupata da un vastissimo lago. A seguito di disastrosi eventi tellurici la barriera di roccia che racchiudeva il bacino sul versante nord si aprì permettendo il passaggio delle acque verso il mare, lasciando un terreno fertile anche se fangoso (il nome Peligno deriva appunto dal greco “peline” fangoso, limaccioso).

Le prime tracce dell’uomo non residenziale risalgono al paleolitico. Sono le pitture rupestri rinvenute presso Pacentro e vicino le Gole di San Venanzio a Raiano, databili nell’età dei metalli, e diversi recinti costruiti con grossi blocchi di pietra su alture strategiche nell’età del ferro, sono ad indicare la presenza di successivi insediamenti organizzati.

Le prime testimonianze del popolo peligno partono dal V secolo a.C. ma è solo in quello seguente che si evidenziano i segni distintivi della Conca Peligna come dimostrano i rinvenimenti nelle varie necropoli.

I Peligni, uniti ad altre popolazioni nella lega sabellica, furono seri oppositori dell'avanzata romana sino al 304 a.C, quando, insieme ad  altri popoli dell'Abruzzo antico, stabilirono un trattato con Roma. Fino al I sec.a.C. i rapporti reciproci furono positivi: i peligni fornirono aiuti militari ai romani durante le loro guerre di conquista mentre la costruzione della Via Valeria da Roma a Corfinium, prolungata in seguito fino all'Adriatico, agevolò lo sviluppo della valle e dei suoi centri.

Tanti sono gli insediamenti antichi individuati nella Conca Peligna che testimoniano il tipo di organizzazione paganico - vicana, spesso sopravvissuta fino ad oggi, tipicamente costituita da piccoli villaggi organizzati intorno a pochi centri maggiori.

In età storica vengono riportate solo tre città: Corfinium, Sulmo e Superaequum (che in realtà è già fuori dal territorio peligno). I traffici dovevano essere assai sviluppati a giudicare dai frequenti materiali "stranieri' riscontrati nelle tombe preromane; nei corredi non è difficile scoprire oggetti di produzione etrusca o apula, forme artistiche mutuate dai celti, ambre provenienti dal nord e dal territorio adriatico.

Ma è con la Guerra Sociale (91-89 a.C.) che la Conca Peligna vive il suo momento di centralità storica: i popoli italici insorti contro Roma per ottenere la cittadinanza sceglieranno proprio il territorio peligno e il suo centro principale, Corfinium, per riunire le loro forze ed organizzarsi nella Lega Italica. Nonostante la fine ingloriosa della guerra, il periodo successivo vede comunque un grande sviluppo del territorio che amplia i suoi centri urbani e mostra un crescente sviluppo commerciale e produttivo.

Solo i terremoti ed il comune declino culturale ed economico nell'ultimo periodo imperiale porteranno la valle ad una generale povertà e alla distruzione e contrazione dei siti urbani che si riprenderanno solo nel periodo medievale quando iniziò una fervida attività edilizia definita dalle condizioni politiche e dall'esigenza di difesa ancora oggi visibile e mantenuta ottimamente in molti centri urbani. A volte le fortificazioni ed i villaggi medievali sorgevano sfruttando mura più antiche, resti di un'epoca precedente ormai lontana e decaduta arrivati a noi in minima parte. Anche se è facilissimo trovare ruderi appena sotto un metro di terra in molte parti del territorio comunale.

Aquila realeOrdo marsicanoScavi San Giacomo

 

Scavi archeologici

 

Centro storico

Il borgo medioevale

Museo Civico Archeologico

 

Museo Civico Archeologico A. Di Nino

 

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“San Pelino”

 

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